Pil e contro-Pil: oltre la ricchezza solo economica
martedì, aprile 27th, 2010
Il Prodotto Interno Lordo rappresenta bene lo sviluppo nel mondo contemporaneo?
La risposta – anticipiamolo già – è “no“.
Il Pil non basta a misurare il livello di vita in una società complessa. Considera i beni materiali ma non la loro redistribuzione. Non registra quelli intangibili, non ultima la felicità.
Arriva a calcolare come “valore” anche alcuni costi sociali e ambientali. E, al contrario, non considera le attività non profit. Di fatto, si occupa solo delle transazioni di mercato: descrive semplicemente il volume dell’economia di un Paese senza soffermarsi sui come, sui perché e, soprattutto, sulle conseguenze.
Ma allora perché ci ostiniamo a utilizzare un indicatore così poco “felice“?
Forse perché il Pil va ormai stretto solo a noi abitanti dell’Occidente più o meno sviluppato: gli altri, gli abitanti dei Paesi emergenti, stanno rincorrendo ancora una ricchezza molto materiale per cui il parametro funziona benissimo.
Ma – obiezione all’obiezione – ci sono emergenti come la Cina che già valutano alternative al Pil, tipo il Green Gross Domestic Product (“Pil verde“), che sottrae alla ricchezza complessiva i costi ambientali. E allora?
L’Economist rilancia la questione in uno dei suoi “live debate” interattivi e in progress.
Da una parte Andrew Oswald, professore di Economia all’università di Warwick, la pubblica accusa. Dall’altra, Steve Landefeld, direttore del Bureau of Economic Analysis, avvocato difensore.
Secondo Oswald – che riprende argomentazioni di Joseph Stiglitz – il Pil è semplicemente “vecchio“. Non si riuscirà a spiegare con nessun Pil il fatto che, nel mondo occidentale, all’aumento degli standard economici aumentano anche i problemi psicologici e il malessere diffuso, E allora, a che serve?
Volete calcolare la felicità? Ma – ribatte Landefeld – come si fa a calcolarla oggettivamente?
“I nostri progenitori trogloditi erano sicuramente felici quanto lo siamo noi. Tuttavia sono sicuro che pochi lettori dell’Economist sceglierebbero di tornare al livello di vita dell’uomo di Cro-Magnon in termini di beni e servizi disponibili, tra cui l’assistenza sanitaria.”
Del resto, il Pil è più esattamente “un indice oggettivo e misurabile di cosa può offrire l’economia agli standard di vita”.
Insomma: non diamogli tutta questa importanza, c’è altro da valutare. Ma è comunque il miglior parametro possibile.
Di nuovo Oswald: “Considerate questa possibilità. Uno dei parenti stretti di Mr Landefeld va da lui e dice: ‘Steve, confidenzialmente, odio il mio lavoro, il mio matrimonio va male e mi sento profondamente depresso‘. Di sicuro non credo che gli risponderebbe: ‘Non mi interessa, non offrirmi la tua soggettività. Va a casa e conta i soldi‘.”
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