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	<title>Chen Ying &#187; politica</title>
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		<title>Singapore diventa una base navale Usa</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 21:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Un altro tassello nella strategia di accerchiamento della Cina
Non esistono solo le rivoluzioni colorate nelnuovo modello di governance globalemesso a punto dagli Usa. La buona, vecchia,deterrenza armi in pugno va sempre di moda. È in questo senso che vanno lette le più recenti mosse statunitensi in Estremo Oriente.
Due su tutte: l&#8217;annuncio che la Us Navy sbarcherà a Singapore; un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/511/5116/51169.jpg" alt="" width="310" height="220" /></h3>
<h3>Un altro tassello nella strategia di accerchiamento della Cina</h3>
<p>Non esistono solo le <strong>rivoluzioni colorate</strong> nel<strong>nuovo modello di <em>governance</em> globale</strong>messo a punto dagli <strong>Usa</strong>. La buona, vecchia,<strong>deterrenza armi in pugno</strong> va sempre di moda. È in questo senso che vanno lette le più recenti mosse statunitensi in Estremo Oriente.<br />
Due su tutte: l&#8217;annuncio che <strong>la Us Navy sbarcherà a Singapore</strong>; un nuovo accordo per la <strong>fornitura di dieci Boeing C-17 da trasporto tattico all&#8217;India</strong>.</p>
<p>Nella ridefinizione delle alleanze asiatiche, Washington risponde così all&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28484/L%27asse+Cina-Pakistan+sulla+nuova+%27Via+della+Seta%27" target="_self"><strong>avvicinamento tra Cina e Pakistan</strong></a> costruendo il proprio &#8220;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20428/Intervista+a+Fabio+Mini++-+4" target="_self"><strong>filo di perle</strong></a>&#8221; da contrapporre a quello cinese.<br />
<strong>Robert Gates</strong> ha annunciato nel suo ultimo viaggio in Asia da segretario alla Difesa statunitense (lascerà a carica il 30 giugno) che il Pentagono ha compiuto molti passi avanti &#8220;per assumere una posizione difensiva meglio distribuita geograficamente, più determinata dal punto di vista operativo e sostenibile politicamente nell&#8217;area dell&#8217;Asia e del Pacifico&#8221;. Il ministro della Difesa di Singapore ha aggiunto che questa strategia si tradurrà, tra le alte cose, nell&#8217;<strong>ancoraggio permanente di due navi da combattimento da superficie</strong> (<em>Littoral Combat Ships</em>) di nuova costruzione nel porto della città-Stato a sud della penisola malese. È la prima volta che succede: <strong>Singapore, di fatto, diventa una base Usa</strong>.<br />
È interessante osservare che l&#8217;annuncio arriva proprio mentre la <strong>Cina riceve un&#8217;offerta dal Pakistan</strong> per allestire la sua <strong>prima base navale all&#8217;estero, a <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25964/L%27asse+Pechino-Islamabad" target="_self">Gwadar</a></strong>: &#8220;Abbiamo chiesto ai nostri fratelli cinesi di costruire una base a Gwadar&#8221;, ha dichiarato esplicitamente il ministro della Difesa pachistano, <strong>Chaudhry Ahmad Mukhtar</strong>. Pechino non ha mai confermato, ma della base cinese sulla costa occidentale del Pakistan si vocifera da tempo. <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23276/Pechino-Islamabad%2C+un%27amicizia+molto+interessata" target="_self"><strong>Gwadar</strong></a> sarebbe il<strong>terminale ideale per le merci <em>made in China</em></strong> che transitano sulla Karakoram Highway e, in senso contrario, per le <strong>materie prime</strong> che arrivano dal Golfo Persico e dalla Penisola Arabica. La <strong>strategia</strong> del filo di perle cinese non è prettamente militare, è soprattutto <strong>commerciale</strong>: serve a garantirsi risorse sul lungo periodo.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28840/Singapore+diventa+una+base+navale+Usa" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
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		<title>Al via il welfare alla cinese</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Una legge di sicurezza sociale rende il  Dragone un po&#8217; più simile  all&#8217;Occidente e coinvolge anche gli  stranieri. Ma i primi a lamentarci  siamo proprio noi
Entra in vigore il primo luglio, ma già scatena polemiche: è la legge di sicurezza sociale cinese,  approvata lo scorso ottobre. Per le autorità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/511/5110/51100.jpg" alt="" width="310" height="207" /></p>
<h3>Una legge di sicurezza sociale rende il  Dragone un po&#8217; più simile  all&#8217;Occidente e coinvolge anche gli  stranieri. Ma i primi a lamentarci  siamo proprio noi</h3>
<p>Entra in vigore il <strong>primo luglio</strong>, ma già scatena polemiche: è la <strong>legge di sicurezza sociale cinese</strong>,  approvata lo scorso ottobre. Per le autorità di Pechino è un passo  verso l&#8217;integrazione con i Paesi sviluppati d&#8217;Occidente, nel segno del <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28125/Cina%2C+eguaglianza+per+legge" target="_self"><strong>welfare</strong>, dei <strong>diritti</strong> e dei <strong>doveri</strong></a>. Ma per chi ha puntato sulla <a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina</strong></a> come paradiso del <strong>business senza vincoli</strong>, è una <strong>sciagura</strong>.</p>
<p>La legge è il primo tentativo organico di trovare <strong>risorse per finanziare lo stato sociale</strong>. In estrema sintesi, prevede che <strong>sia imprese sia dipendenti</strong> che operano e risiedono in Cina <strong>paghino le <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26236/Cina%2C+tassa+dell%27armonia+per+megalopoli+del+caos" target="_self">tasse</a></strong> che andranno poi a finanziare <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24526/Cina%2C+dal+figlio+unico+alla+riforma+delle+pensioni" target="_self"><strong>pensioni</strong></a>, <strong>sistema sanitario</strong>, <strong>sussidi di disoccupazione</strong>, <strong>infortuni sul lavoro</strong> e <strong>maternità</strong>.<br />
<strong>Si applica anche agli stranieri</strong> che da più di sei mesi lavorano in Cina, e qui sorgono i problemi. Se  autorità e commentatori locali sono infatti concordi nel sostenere che  la legge &#8220;assicurerà ai dipendenti stranieri gli stessi benefici dei  cinesi&#8221; (nonché i doveri), il <em>Wall Street Journal</em> e alcune imprenditori occidentali si sono già affrettati a sottolineare come Pechino intenda far pagare ai cosiddetti <em>expat</em> il proprio welfare.</p>
<p>I circa <strong>seicentomila stranieri che lavorano in Cina</strong>,  di fatto, pagheranno le tasse e potranno accedere ai servizi previsti  dalla legge. Nulla di strano: giusto per fare un esempio, anche un  italiano che vive e risiede in Svezia paga tasse e contributi  previdenziali che poi gli ritorneranno sotto forma di cure sanitarie e  pensione d&#8217;anzianità.<br />
Nel malcelato fastidio espresso dal capitalismo occidentale c&#8217;è sicuramente un <strong>aspetto ideologico</strong>:   la salute non è un diritto, ma una merce che si paga; e per la  pensione ci sono le assicurazioni private. Ma il problema sembra  risiedere soprattutto nella <strong>traduzione <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28224/Metropoli+Cina" target="_self">nel particolare contesto cinese</a></strong> di un principio condiviso dai più e della conseguente norma di legge.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28823/Al+via+il+welfare+alla+cinese" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F06%2F07%2Fal-via-il-welfare-alla-cinese%2F&amp;title=Al%20via%20il%20welfare%20alla%20cinese" id="wpa2a_4"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cina, tempeste di sabbia e minoranze inquiete</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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All&#8217;origine del disagio profondo della Mongolia Interna
Qualche anno fa, le foto di piazza Tiananmen offuscata da una nebbia arancione fecero il giro del mondo. Filtri fotografici o post-produzione digitale  non c&#8217;entravano nulla. Ormai, quando a primavera l&#8217;aria di Pechino si  satura di giallo-arancio e l&#8217;aria si fa irrespirabile, tutti sanno che è  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/509/5098/50980.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<h3>All&#8217;origine del disagio profondo della Mongolia Interna</h3>
<p>Qualche anno fa, le foto di <strong>piazza Tiananmen offuscata da una nebbia arancione</strong> fecero il giro del mondo. Filtri fotografici o post-produzione digitale  non c&#8217;entravano nulla. Ormai, quando a primavera l&#8217;aria di Pechino si  satura di giallo-arancio e l&#8217;aria si fa irrespirabile, tutti sanno che è  in corso una <strong>tempesta di sabbia</strong>. Il vento arriva da nord-ovest e porta con sé la polvere del <strong>Gobi</strong>, il deserto che la Cina condivide con la Mongolia, ma anche quella di <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27167/Siccit%E0.+La+Cina+di+fronte+all%27emergenza+ambientale" target="_self"><strong>pianure che un tempo furono pascoli stepposi</strong></a>: ora non più.</p>
<p>La zona da cui arrivano le tempeste di sabbia è la <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28752/Cina%2C+la+questione+mongola" target="_self"><strong>Mongolia Interna cinese</strong></a>. In questi giorni se ne parla per via delle <strong>manifestazioni</strong> che la <strong>popolazione di etnia mongola</strong>, ormai minoranza, sta inscenando dopo la morte di un <strong>pastore rimasto schiacciato da un camion</strong> che trasportava carbone. Non è azzardato dire che alla base del malessere diffuso ci siano anche <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26811/Cina%2C+l%27aviazione+%27semina%27+nuvole+per+combattere+la+siccit%E0" target="_self"><strong>ragioni ambientali</strong></a>.  A creare problemi, è il contrasto tra lo stile di vita tradizionale,  nomade-pastorale, e la globalizzazione che, via Pechino, arriva dal  mondo stanziale.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28784/Cina%2C+tempeste+di+sabbia+e+minoranze+inquiete" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F06%2F01%2Fcina-tempeste-di-sabbia-e-minoranze-inquiete%2F&amp;title=Cina%2C%20tempeste%20di%20sabbia%20e%20minoranze%20inquiete" id="wpa2a_6"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Cina, la questione mongola</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/31/cina-la-questione-mongola/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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Un pastore ucciso da un camion che trasportava carbone: necessità energetiche contro civiltà nomade
10 maggio. Prefettura di Xinlingol, Mongolia Interna, Cina. Un camion che trasporta carbone travolge e uccide un pastore nomade che cercava di opporsi al passaggio del veicolo su un pascolo. La vittima, Mergen, è di etnia mongola. Alla guida del camion, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/508/5086/50867.jpg" alt="" width="310" height="207" /><strong></strong></p>
<h3>Un pastore ucciso da un camion che trasportava carbone: necessità energetiche contro civiltà nomade</h3>
<p><strong>10 maggio</strong>. Prefettura di <strong>Xinlingol</strong>, <strong>Mongolia Interna</strong>, <a href="http://it.peacereporter.net//area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina</strong></a>. Un <strong>camion che trasporta carbone</strong> travolge e <strong>uccide un pastore nomade</strong> che cercava di opporsi al passaggio del veicolo su un pascolo. La vittima, <strong>Mergen</strong>, è di <strong>etnia mongola</strong>. Alla guida del camion, un <strong>autista han</strong>.<br />
C&#8217;è anche <strong>un&#8217;altra versione</strong> che circola in rete: il pastore starebbe stato <strong>ucciso volontariamente</strong> dopo una disputa non risolta con funzionari della <strong>compagnia mineraria Spring City Group</strong> sul valore dell&#8217;indennizzo per alcune terre requisite. Gli stessi  funzionari avrebbero poi ordinato ai camionisti di passare sul cadavere.  Alcuni agenti di polizia avrebbero assistito alla scena senza  intervenire. Questa versione non è confermata, le autorità stanno  indagando.<br />
Quale sia la verità, è questa la <strong>scintilla che incendia la Mongolia interna</strong>,  regione nella quale, nonostante il nome, i mongoli sono solo il venti  per cento circa della popolazione complessiva (24 milioni di abitanti in  un territorio più grande di Italia, Germania e Spagna messe insieme):  l&#8217;80 per cento degli abitanti è di etnia han, quella maggioritaria in  Cina.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28752/Cina%2C+la+questione+mongola" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F31%2Fcina-la-questione-mongola%2F&amp;title=Cina%2C%20la%20questione%20mongola" id="wpa2a_8"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I leghisti di Hong Kong</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/30/i-leghisti-di-hong-kong/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Pulsioni contro gli immigrati della Cina continentale nell&#8217;ex colonia britannica
Si chiama &#8220;Potere locale di Hong Kong&#8221; (Xiānggǎng běntǔ lìliàng), è un gruppo di Facebook, uno tra i tanti. Il suo scopo è semplice: opporsi all&#8217;estensione dei diritti dei residenti agli immigrati più recenti.
Il governo dell&#8217;ex colonia britannica ha da poco deciso di assegnare 6mila dollari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/502/5028/50288.jpg" alt="" width="310" height="232" /></p>
<h3>Pulsioni contro gli immigrati della Cina continentale nell&#8217;ex colonia britannica</h3>
<p>Si chiama &#8220;<strong>Potere locale di Hong Kong</strong>&#8221; (<em>Xiānggǎng běntǔ lìliàng</em>), è un gruppo di Facebook, uno tra i tanti. Il suo scopo è semplice: <strong>opporsi all&#8217;estensione dei diritti</strong> dei residenti agli immigrati più recenti.<br />
Il governo dell&#8217;ex colonia britannica ha da poco deciso di assegnare <strong>6mila dollari</strong> locali (poco più di 500 euro) <strong>a ciascun residente</strong>.  Gruppi come &#8220;Potere locale&#8221; &#8211; pare che un&#8217;altro abbia raccolto oltre  800mila membri &#8211; non vogliono che siano dati a chi arriva dalla <a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina continentale</strong></a>.<br />
Nel frattempo, è comparsa su Youtube una canzone, &#8220;<strong>Il mondo delle locuste</strong>&#8221; (<em>Huángchóng tiānxià</em>),  che, su un sottofondo mielosamente melodico, ci va giù pesante: &#8220;Urlano  nei ristoranti, negli hotel, nei negozi&#8221;; &#8220;Gli piace invadere e  occupare la terra di altri&#8221;; &#8220;Rubano le carte d&#8217;identità&#8221;; &#8220;Vendono  prodotti contraffatti&#8221; e, naturalmente &#8220;Sono come locuste parassitarie&#8221;.  Ovviamente si sta parlando dei cinesi provenienti dalla terraferma.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28586/I+leghisti+di+Hong+Kong" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F30%2Fi-leghisti-di-hong-kong%2F&amp;title=I%20leghisti%20di%20Hong%20Kong" id="wpa2a_10"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Cina nella corsa alla poltrona di Strauss-Kahn</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/20/la-cina-nella-corsa-alla-poltrona-di-strauss-kahn/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/20/la-cina-nella-corsa-alla-poltrona-di-strauss-kahn/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 08:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dominique Strauss-Kahn]]></category>
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Due candidati per affermare il proprio ruolo internazionale
Ci sono anche due candidati cinesi tra i papabili per il ruolo di Dominique Strauss-Kahn, accusato di violenza sessuale e quindi dimissionario dalla direzione del Fondo Monetario Internazionale (Fmi).
Sono due economisti d&#8217;alto rango.
Il primo è Zhu Min, consigliere dell&#8217;ex direttore e quindi già inserito nei meccanismi dell&#8217;istituzione che detta ricette neoliberiste al mondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/502/5023/50234.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<h3>Due candidati per affermare il proprio ruolo internazionale</h3>
<p>Ci sono anche <strong>due candidati cinesi</strong> tra i papabili per il ruolo di <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28500/La+svolta+scomoda+di+Strauss-Kahn">Dominique Strauss-Kahn</a></strong>, accusato di <strong>violenza sessuale</strong> e quindi dimissionario dalla direzione del <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (Fmi).<br />
Sono due economisti d&#8217;alto rango.</p>
<p>Il primo è <strong>Zhu Min</strong>, consigliere dell&#8217;ex direttore e quindi già inserito nei meccanismi dell&#8217;istituzione che detta ricette neoliberiste al mondo. Ha studiato negli Stati Uniti, poi è stato <strong>vicedirettore della banca centrale cinese</strong> (<em>Zhongguo Renmin Yinhang </em><em>- Pbc)</em> e quindi ha trascorso <strong>sei anni alla Banca Mondiale</strong>. Di lui si dice - <em>Wall Street Journal</em> &#8211; che ha una visione &#8220;franca&#8221; del principale <strong>problema economico della Cina</strong>: l&#8217;<strong>inflazione</strong>, che non sarebbe un problema passeggero, bensì strutturale.<br />
L&#8217;altro candidato è <strong>Zhou Xiaochuan</strong>, <strong>governatore attuale della banca centrale</strong>. Fu proprio lui, nel 2009, a proporre di <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25601/Cina+e+Russia%2C+addio+al+dollaro+tra+politica+ed+economia" target="_self"><strong>sostituire il dollaro</strong></a> come moneta di riserva universale. Al posto del biglietto verde, Zhou avrebbe visto bene una supervaluta controllata proprio dal Fmi: lo<strong>Special Drawing Right</strong> (Sdr, &#8220;Diritti Speciali di Prelievo&#8221;, in italiano).</p>
<p>Sia ben chiaro che <strong>molto difficilmente un cinese sarà scelto</strong> come direttore generale del Fmi. I tempi non sono ancora maturi per occupare una carica tradizionalmente prerogativa degli europei. Il britannico <strong>Peter Mandelson</strong> e la francese <strong>Christine Lagarde</strong> partono il pole position.<br />
Ma il semplice fatto che se ne parli rivela lo <strong>spostamento di baricentro dell&#8217;economia mondiale verso Oriente</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28568/La+Cina+nella+corsa+alla+poltrona+di+Strauss-Kahn" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;asse Cina-Pakistan sulla nuova &#8216;Via della Seta&#8217;</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/17/lasse-cina-pakistan-sulla-nuova-via-della-seta/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/17/lasse-cina-pakistan-sulla-nuova-via-della-seta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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La Zona Economica Speciale di Kashgar come punto d&#8217;arrivo della  Karakoram Highway: un legame politico che viaggia sui flussi  dell&#8217;economia
I legami tra Pechino e Islamabad si rafforzano &#8220;secondo caratteristiche cinesi&#8221;, viaggiano sulle infrastrutture e si corroborano con gli investimenti, fino a rispolverare la formula che ha dato il via al boom del Dragone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/499/4993/49938.jpg" alt="" width="441" height="182" /></p>
<h3>La Zona Economica Speciale di Kashgar come punto d&#8217;arrivo della  Karakoram Highway: un legame politico che viaggia sui flussi  dell&#8217;economia</h3>
<p>I legami tra <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23276/Pechino-Islamabad%2C+un%27amicizia+molto+interessata" target="_self"><strong>Pechino</strong> e <strong>Islamabad</strong></a> si rafforzano &#8220;secondo caratteristiche cinesi&#8221;, viaggiano sulle <strong>infrastrutture</strong> e si corroborano con gli <strong>investimenti</strong>, fino a rispolverare la formula che ha dato il via al boom del Dragone trent&#8217;anni fa: le <strong>Zone Economiche Speciali</strong>.</p>
<p>Da tempo ormai la <strong>Karakoram Highway</strong>, che congiunge Pakistan e Cina &#8211; l&#8217;area di Abbottabad con Kashgar, nello <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/22934/Urumqi+un+anno+dopo%3A+esercitazioni+congiunte+Cina-Pakistan" target="_self"><strong>Xinjiang</strong></a> &#8211; è l&#8217;arteria su cui viaggiano le relazioni tra i due Paesi. Relazioni molto concrete: <strong>Pechino investe</strong> massicciamente non solo nella regione pachistana di frontiera del<strong> Gilgit-Baltistan</strong> (&#8220;Territori del Nord&#8221; in italiano), ma giù lungo tutto il percorso. Sono ormai circa <strong>150 le imprese cinesi</strong> che operano in Pakistan per oltre <strong> undicimila lavoratori</strong>,  tra operai e ingegneri, provenienti dal Celeste Impero. Costruiscono  infrastrutture, fanno ricerche minerarie, allestiscono reti di  telecomunicazioni, centrali elettriche, deviano i corsi d&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28484/L%27asse+Cina-Pakistan+sulla+nuova+%27Via+della+Seta%27" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F17%2Flasse-cina-pakistan-sulla-nuova-via-della-seta%2F&amp;title=L%26%238217%3Basse%20Cina-Pakistan%20sulla%20nuova%20%26%238216%3BVia%20della%20Seta%26%238217%3B" id="wpa2a_14"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mongolia, pattumiera nucleare</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/12/mongolia-pattumiera-nucleare/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 08:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Tanto spazio e giacimenti d&#8217;uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell&#8217;atomo
La più grande discarica nucleare del mondo. Così potrebbe diventare laMongolia, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, Stati Uniti e Giappone, rivelato dal quotidiano di Tokyo Mainichi Shimbun.
L&#8217;accordo sarebbe stato sottoscritto prima deldisastro di Fukushima e in un&#8217;ottica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/497/4978/49783.jpg" alt="" width="532" height="191" /></p>
<h3>Tanto spazio e giacimenti d&#8217;uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell&#8217;atomo</h3>
<p><strong>La più grande discarica nucleare del mondo</strong>. Così potrebbe diventare la<a href="http://it.peacereporter.net/area/73/1/Mongolia" target="_self"><strong>Mongolia</strong></a>, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Giappone</strong>, rivelato dal quotidiano di Tokyo <em><strong>Mainichi Shimbun</strong></em>.<br />
L&#8217;accordo sarebbe stato sottoscritto prima del<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27454/Il+Giappone+in+ginocchio" target="_self"><strong>disastro di Fukushima</strong></a> e in un&#8217;ottica di concorrenza globale.<br />
La <strong>Russia</strong> offre già infatti a chi si incammina sulla strada dell&#8217;energia atomica un <strong>servizio &#8220;tutto completo&#8221;</strong>: tecnologie per aprire le centrali e poi <strong>attività</strong> &#8211; e soprattutto <strong>luoghi</strong>- di <strong>smaltimento</strong> delle scorie.<br />
Anche la <strong>Francia</strong>, che di spazi ne ha meno, offre qualcosa del genere: l&#8217;unica differenza è che punta più sulle tecnologie di riciclo, con il processo <strong>Purex</strong> (<em>p</em><em>lutonium and </em><em>u</em><em>ranium</em><em>r</em><em>ecovery by </em><em>ex</em><em>traction</em>) che produce il famigerato <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27515/Fukushima%2C+una+storia+di+veleni+e+corruzione" target="_self"><strong>combustibile Mox</strong></a>. Per il resto, esporta gran parte delle proprie scorie proprio in Russia.<br />
Il mercato impone dunque che anche due potenze economiche (e atomiche) come Usa e Giappone diventino competitive nelle tecnologie nucleari <em>prêt à porter</em>: <strong>vendita di reattori e smaltimento delle scorie</strong>.</p>
<p>Ed ecco la Mongolia, cioè il Paese con la <strong>minore densità demografica al mondo</strong> dopo la Groenlandia - <strong>1,7 abitanti</strong> per chilometro quadrato &#8211; nonché un&#8217;economia a caccia di investimenti e tecnologia. È proprio il suo spazio a essere in vendita: in cambio di tecnologie nucleari &#8211; rivela il <em><strong>Mainichi Shimbun</strong></em> &#8211; il ministero degli Esteri e del Commercio (significativa fusione di funzioni) inizia a settembre 2010 le trattative con il dipartimento dell&#8217;Energia Usa e il ministero dell&#8217;Economia giapponese per concedere come discarica nucleare l&#8217;ex <strong>base militare sovietica</strong> di <strong>Bayantal</strong>, circa 200 chilometri a sud-est di Ulan Bator.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28433/Mongolia%2C+pattumiera+nucleare" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F12%2Fmongolia-pattumiera-nucleare%2F&amp;title=Mongolia%2C%20pattumiera%20nucleare" id="wpa2a_16"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Cina tra legalità e arbitrio</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/09/la-cina-tra-legalita-e-arbitrio/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/09/la-cina-tra-legalita-e-arbitrio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 09:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
La recente stretta repressiva rivela il lato oscuro dello sviluppo cinese: la difficoltà a divenire Stato di diritto. Un&#8217;intervista a Renzo Cavalieri
La Cina mette i suoi figli in carcere: Ai Weiwei e prima di lui Liu Xiaobo sono i simboli della recente stretta repressiva. Ma Ai Weiwei colpisce più di Liu Xiaobo, perché se il premio Nobel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/496/4964/49648.jpg" alt="" width="310" height="206" /></p>
<h3>La recente stretta repressiva rivela il lato oscuro dello sviluppo cinese: la difficoltà a divenire Stato di diritto. Un&#8217;intervista a Renzo Cavalieri</h3>
<p><strong>La </strong><strong>Cina mette i suoi figli in carcere</strong>: <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27843/Cina%2C+il+caso+Ai+Weiwei+tra+legalit%E0+e+arbitrio" target="_self"><strong>Ai Weiwei</strong></a> e prima di lui <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24716/La+Cina+e+le+guerre+ideologiche+dell%27Occidente" target="_self"><strong>Liu Xiaobo</strong></a> sono i simboli della recente stretta repressiva. Ma Ai Weiwei colpisce più di Liu Xiaobo, perché se il premio Nobel fa parte di un&#8217;élite culturalmente più vicina all&#8217;Occidente che alla Cina, l&#8217;artista pechinese, anche se &#8220;trasgressivo&#8221;, incarnava fino a ieri l&#8217;immagine di <strong>un Paese che non vuole esportare solo merci</strong>, bensì anche<strong>intelligenza</strong>, <strong>creatività</strong>, <strong>pensiero</strong>. Ai Weiwei era l&#8217;idea che il <strong>sistema sapesse integrare la complessità</strong> crescente della società.</p>
<p>Oggi no: l&#8217;arresto dell&#8217;artista giunge al culmine di un <strong>giro di vite che colpisce ogni forma di dissenso</strong>, rivela nervosismo. La &#8220;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24552/Come+cambia+la+censura+in+Cina" target="_self"><strong>zona grigia</strong></a>&#8221; entro la quale è possibile criticare il potere sembra restringersi, ma l&#8217;apparato giudiziario dichiara di agire secondo le leggi.</p>
<p>Cosa è successo? In <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28389/La+Cina+tra+legalit%E0+e+arbitrio" target="_blank">un&#8217;intervista</a></strong> a <strong>Renzo Cavalieri</strong>, professore di Diritto dell&#8217;Asia Orientale nell&#8217;Università Cà Foscari di Venezia, <em>PeaceReporter</em> cerca di scoprirlo attraverso un&#8217;interpretazione della <strong>cultura giuridica nella Cina contemporanea</strong>.</p>
<ul>
<li><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28396/Il+caso+Ai+Weiwei+" target="_self"><strong>1 &#8211; Il caso Ai Weiwei</strong></a></li>
<li><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28397/La+tradizione+cinese" target="_self"><strong>2 &#8211; La tradizione cinese</strong></a></li>
<li><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28398/Il+ruolo+degli+avvocati" target="_self"><strong>3 &#8211; Il ruolo degli avvocati</strong></a></li>
<li><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28399/Le+riforme+economiche+e+il+diritto" target="_self"><strong>4 &#8211; Le riforme economiche e il diritto</strong></a></li>
<li><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28400/Tra+Confucio+e+Lenin" target="_self"><strong>5 &#8211; Tra Confucio e Lenin</strong></a></li>
<li><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28401/Trovare+le+parole" target="_self"><strong>6 &#8211; Trovare le parole</strong></a></li>
</ul>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F09%2Fla-cina-tra-legalita-e-arbitrio%2F&amp;title=La%20Cina%20tra%20legalit%C3%A0%20e%20arbitrio" id="wpa2a_18"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Dragone e lo sceicco</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/04/il-dragone-e-lo-sceicco/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 09:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
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		<description><![CDATA[
I commenti cinesi alla morte di Osama bin Laden: un fantasma si aggira per il Celeste Impero
Divisa per linee verticali e orizzontali. Così appare la Cina di fronte all&#8217;annuncio dell&#8217;assassinio di Osama bin Laden da parte delle forze speciali Usa.
A livello ufficiale, l&#8217;iniziale plauso per la liquidazione dello &#8220;sceicco del terrore&#8221; si è accompagnato da subito a precisazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/494/4941/49410.jpg" alt="" width="310" height="203" /></h3>
<h3>I commenti cinesi alla morte di Osama bin Laden: un fantasma si aggira per il Celeste Impero</h3>
<p>Divisa per linee verticali e orizzontali. Così appare la <a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self"><strong>Cina</strong></a> di fronte all&#8217;annuncio dell&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28240/Ucciso+Osama+Bin+Laden" target="_self"><strong>assassinio di Osama bin Laden</strong></a> da parte delle forze speciali Usa.<br />
A livello ufficiale, l&#8217;iniziale <strong>plauso per la liquidazione dello &#8220;sceicco del terrore&#8221;</strong> si è accompagnato da subito a <strong>precisazioni significative</strong>.</p>
<p>Quando la notizia dell&#8217;azione dei Navy Seals è giunta a Pechino, <em>China Daily</em> è uscito immediatamente con un editoriale in cui si ricordava che &#8220;<strong>molti Paesi</strong>&#8221; sono <strong>nel mirino del terrorismo</strong> e hanno dovuto subirne le azioni. Il riferimento è allo <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/16549/Uyghuristan%2C+la+difficile+periferia" target="_self"><strong>Xinjiang cinese</strong></a> e all&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20944/Svizzera%2C+ospitati+%27%27a+titolo+umanitario%27%27+due+uiguri+ex+detenuti+a+Guantanamo" target="_self"><strong>Movimento Islamico del Turkestan Orientale</strong></a> (<em>Doğu Türkistan İslâm Hareketi</em>), che fu iscritto su indicazione di Pechino, all&#8217;indomani dell&#8217;11 settembre, nella lista delle <strong>organizzazioni terroristiche internazionali</strong>stilata dall&#8217;Onu e riconosciuta, fra gli altri, dagli stessi Usa e dal Pakistan.<br />
Tuttavia &#8211; riconosce <em>China Daily</em> &#8211; terrorismo ed estremismo &#8220;sono radicati nell&#8217;<strong>ingiustizia</strong> e nella <strong>diseguaglianza</strong> dell&#8217;ordine economico e politico mondiale. Non c&#8217;è bisogno di dire che gli sforzi per combattere il terrorismo devono prende di mira anche queste <strong>cause originarie</strong>&#8220;. Sono quindi necessari &#8220;un&#8217;impegno più forte, un consenso più ampio e più <strong>cooperazione internazionale</strong>&#8220;.<br />
Dietro il commento c&#8217;è l&#8217;agenda politica di Pechino: <strong>Xinjiang</strong> (e quindi <strong>Tibet</strong>) sono cinesi, chi non li ritiene tali appoggia il terrorismo; la battaglia comune contro il terrore deve passare per una <strong>ridistribuzione delle risorse</strong> e una <strong>ridefinizione delle responsabilità</strong> a livello internazionale; la <strong>Cina è un partner alla pari</strong>, non un <em>parvenu</em> da tenere costantemente sotto esame.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28324/Il+Dragone+e+lo+sceicco" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
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