Cina, tassa dell’armonia per megalopoli del caos
lunedì, gennaio 10th, 2011
A Chongqing si prova a introdurre l’imposta sulla proprietà immobiliare
Chongqing è la città più grande del mondo: oltre trentuno milioni di abitanti compressi nei grattacieli che si impilano su ripidi argini alla confluenza del Jialing e dello Yangtze. Qualcosa di assolutamente ingovernabile dal punto di vista urbanistico.
Se non vuoi essere divorato dalla tigre, allora cavalcala. Così devono aver pensato le autorità della municipalità-megalopoli nel sud-ovest della Cina. Tradotto: se le colate di cemento non si possono evitare, cerchiamo almeno di guadagnarci.
E così, proprio da Chongqing partirà, a quanto dicono i media cinesi, la sperimentazione della tanto discussa tassa sul lusso, l’escamotage fiscale che dovrebbe rendere la crescita cinese più egualitaria, porre un freno alla speculazione immobiliare e, già che ci siamo, rimpinguare le casse delle amministrazioni locali, desolatamente vuote nonostante l’enorme liquidità a disposizione di Pechino.
Il processo sembrerebbe già molto avanzato: il sindaco della municipalità, Huang Qifan, ha raccomandato all’assemblea locale di approvare la tassa e il ministro delle Finanze si è detto d’accordo “in linea di principio”. Secondo l’agenzia Nuova Cina, potrebbe essere operativa già da fine marzo e aggirarsi sull’uno per cento del valore dell’immobile.
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