<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Chen Ying &#187; usa</title>
	<atom:link href="http://www.chen-ying.net/blog/tag/usa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.chen-ying.net/blog</link>
	<description>Milano-Pechino, Cina-Europa-Mondo: fatti, parole, immagini</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Dec 2011 09:32:40 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Singapore diventa una base navale Usa</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/06/07/singapore-diventa-una-base-navale-usa/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/06/07/singapore-diventa-una-base-navale-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 21:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[na'vi]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Singapore]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1624</guid>
		<description><![CDATA[
Un altro tassello nella strategia di accerchiamento della Cina
Non esistono solo le rivoluzioni colorate nelnuovo modello di governance globalemesso a punto dagli Usa. La buona, vecchia,deterrenza armi in pugno va sempre di moda. È in questo senso che vanno lette le più recenti mosse statunitensi in Estremo Oriente.
Due su tutte: l&#8217;annuncio che la Us Navy sbarcherà a Singapore; un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/511/5116/51169.jpg" alt="" width="310" height="220" /></h3>
<h3>Un altro tassello nella strategia di accerchiamento della Cina</h3>
<p>Non esistono solo le <strong>rivoluzioni colorate</strong> nel<strong>nuovo modello di <em>governance</em> globale</strong>messo a punto dagli <strong>Usa</strong>. La buona, vecchia,<strong>deterrenza armi in pugno</strong> va sempre di moda. È in questo senso che vanno lette le più recenti mosse statunitensi in Estremo Oriente.<br />
Due su tutte: l&#8217;annuncio che <strong>la Us Navy sbarcherà a Singapore</strong>; un nuovo accordo per la <strong>fornitura di dieci Boeing C-17 da trasporto tattico all&#8217;India</strong>.</p>
<p>Nella ridefinizione delle alleanze asiatiche, Washington risponde così all&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28484/L%27asse+Cina-Pakistan+sulla+nuova+%27Via+della+Seta%27" target="_self"><strong>avvicinamento tra Cina e Pakistan</strong></a> costruendo il proprio &#8220;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/20428/Intervista+a+Fabio+Mini++-+4" target="_self"><strong>filo di perle</strong></a>&#8221; da contrapporre a quello cinese.<br />
<strong>Robert Gates</strong> ha annunciato nel suo ultimo viaggio in Asia da segretario alla Difesa statunitense (lascerà a carica il 30 giugno) che il Pentagono ha compiuto molti passi avanti &#8220;per assumere una posizione difensiva meglio distribuita geograficamente, più determinata dal punto di vista operativo e sostenibile politicamente nell&#8217;area dell&#8217;Asia e del Pacifico&#8221;. Il ministro della Difesa di Singapore ha aggiunto che questa strategia si tradurrà, tra le alte cose, nell&#8217;<strong>ancoraggio permanente di due navi da combattimento da superficie</strong> (<em>Littoral Combat Ships</em>) di nuova costruzione nel porto della città-Stato a sud della penisola malese. È la prima volta che succede: <strong>Singapore, di fatto, diventa una base Usa</strong>.<br />
È interessante osservare che l&#8217;annuncio arriva proprio mentre la <strong>Cina riceve un&#8217;offerta dal Pakistan</strong> per allestire la sua <strong>prima base navale all&#8217;estero, a <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25964/L%27asse+Pechino-Islamabad" target="_self">Gwadar</a></strong>: &#8220;Abbiamo chiesto ai nostri fratelli cinesi di costruire una base a Gwadar&#8221;, ha dichiarato esplicitamente il ministro della Difesa pachistano, <strong>Chaudhry Ahmad Mukhtar</strong>. Pechino non ha mai confermato, ma della base cinese sulla costa occidentale del Pakistan si vocifera da tempo. <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23276/Pechino-Islamabad%2C+un%27amicizia+molto+interessata" target="_self"><strong>Gwadar</strong></a> sarebbe il<strong>terminale ideale per le merci <em>made in China</em></strong> che transitano sulla Karakoram Highway e, in senso contrario, per le <strong>materie prime</strong> che arrivano dal Golfo Persico e dalla Penisola Arabica. La <strong>strategia</strong> del filo di perle cinese non è prettamente militare, è soprattutto <strong>commerciale</strong>: serve a garantirsi risorse sul lungo periodo.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28840/Singapore+diventa+una+base+navale+Usa" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F06%2F07%2Fsingapore-diventa-una-base-navale-usa%2F&amp;title=Singapore%20diventa%20una%20base%20navale%20Usa" id="wpa2a_2"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/06/07/singapore-diventa-una-base-navale-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cina, guerra virtuale agli Usa</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/22/cina-guerra-virtuale-agli-usa/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/22/cina-guerra-virtuale-agli-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 10:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[sparatutto]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
		<category><![CDATA[videogame]]></category>
		<category><![CDATA[videogioco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1611</guid>
		<description><![CDATA[
L&#8217;Esercito Popolare di Liberazione lancia il proprio videogioco “sparatutto”. I cattivi sono gli americani
Si chiama Guāngróng Shǐmìng, Missione gloriosa, è un cosiddetto &#8220;sparatutto in prima persona&#8221; (dìyī  rénchēng  shèjī  yóuxì), cioè uno di quei videogiochi in cui, da una visuale in soggettiva, si crivella di colpi tutto quello che si incontra.
È stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/5/50/501/5018/50184.jpg" alt="" width="310" height="174" /></p>
<h3>L&#8217;Esercito Popolare di Liberazione lancia il proprio videogioco “sparatutto”. I cattivi sono gli americani</h3>
<p>Si chiama G<em>uāngróng Shǐmìng</em>, <strong><em>Missione gloriosa</em></strong>, è un cosiddetto &#8220;<strong>sparatutto in prima persona</strong>&#8221; (<em>dìyī  rénchēng  shèjī  yóuxì</em>), cioè uno di quei <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24121/Cina%2C+quando+il+gioco+%28online%29+si+fa+duro" target="_self"><strong>videogiochi</strong></a> in cui, da una visuale in soggettiva, si crivella di colpi tutto quello che si incontra.<br />
È stato creato dal gigante dell&#8217;elettronica cinese Network Technology Co sotto la supervisione dell&#8217;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23641/Usa-Cina%2C+Washington+grida+al+lupo" target="_self"><strong>Esercito Popolare di Liberazione</strong></a> e &#8211; riporta <em>Wired</em> &#8211; sembra un&#8217;imitazione di <strong><em>America&#8217;s Army</em></strong>, gioco che, come evidenzia il nome, è prodotto dall&#8217;esercito statunitense.<br />
È quindi un gioco di <em>recruitment</em> &#8211; invoglia i giovani ad arruolarsi &#8211; e di <em>training</em> &#8211; offre cioè una simulazione di addestramento militare. Poi ovviamente si spara.</p>
<p>Le similitudini finiscono qui. Se infatti i &#8220;cattivi&#8221; da sterminare nel gioco <em>made in Usa</em> sono i consueti islamici barbuti, nella versione cinese si abbattono  soldati incredibilmente simili a quelli che Washington ha dislocato in  Afghanistan, Iraq e così via: <strong>si spara sullo zio Sam</strong>.<br />
Sia chiaro: anche negli Stati Uniti esistono giochi di guerra in cui si prendono di mira i cinesi, come <em>Operation Flashpoint Dragon Rising</em>, <em>Battlefield 2</em>, <em>Call of Duty</em>.<br />
Ma nel caso cinese è proprio <strong>l&#8217;esercito a dare ufficialità al videogame</strong>.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28554/Cina%2C+guerra+virtuale+agli+Usa" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F22%2Fcina-guerra-virtuale-agli-usa%2F&amp;title=Cina%2C%20guerra%20virtuale%20agli%20Usa" id="wpa2a_4"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/22/cina-guerra-virtuale-agli-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mongolia, pattumiera nucleare</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/12/mongolia-pattumiera-nucleare/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/12/mongolia-pattumiera-nucleare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 08:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bayantal]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[mongolia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1561</guid>
		<description><![CDATA[
Tanto spazio e giacimenti d&#8217;uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell&#8217;atomo
La più grande discarica nucleare del mondo. Così potrebbe diventare laMongolia, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, Stati Uniti e Giappone, rivelato dal quotidiano di Tokyo Mainichi Shimbun.
L&#8217;accordo sarebbe stato sottoscritto prima deldisastro di Fukushima e in un&#8217;ottica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/497/4978/49783.jpg" alt="" width="532" height="191" /></p>
<h3>Tanto spazio e giacimenti d&#8217;uranio. Ecco come Ulan Bator vorrebbe entrare nel business dell&#8217;atomo</h3>
<p><strong>La più grande discarica nucleare del mondo</strong>. Così potrebbe diventare la<a href="http://it.peacereporter.net/area/73/1/Mongolia" target="_self"><strong>Mongolia</strong></a>, se andasse in porto un patto segreto tra il governo di Ulan Bator, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>Giappone</strong>, rivelato dal quotidiano di Tokyo <em><strong>Mainichi Shimbun</strong></em>.<br />
L&#8217;accordo sarebbe stato sottoscritto prima del<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27454/Il+Giappone+in+ginocchio" target="_self"><strong>disastro di Fukushima</strong></a> e in un&#8217;ottica di concorrenza globale.<br />
La <strong>Russia</strong> offre già infatti a chi si incammina sulla strada dell&#8217;energia atomica un <strong>servizio &#8220;tutto completo&#8221;</strong>: tecnologie per aprire le centrali e poi <strong>attività</strong> &#8211; e soprattutto <strong>luoghi</strong>- di <strong>smaltimento</strong> delle scorie.<br />
Anche la <strong>Francia</strong>, che di spazi ne ha meno, offre qualcosa del genere: l&#8217;unica differenza è che punta più sulle tecnologie di riciclo, con il processo <strong>Purex</strong> (<em>p</em><em>lutonium and </em><em>u</em><em>ranium</em><em>r</em><em>ecovery by </em><em>ex</em><em>traction</em>) che produce il famigerato <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27515/Fukushima%2C+una+storia+di+veleni+e+corruzione" target="_self"><strong>combustibile Mox</strong></a>. Per il resto, esporta gran parte delle proprie scorie proprio in Russia.<br />
Il mercato impone dunque che anche due potenze economiche (e atomiche) come Usa e Giappone diventino competitive nelle tecnologie nucleari <em>prêt à porter</em>: <strong>vendita di reattori e smaltimento delle scorie</strong>.</p>
<p>Ed ecco la Mongolia, cioè il Paese con la <strong>minore densità demografica al mondo</strong> dopo la Groenlandia - <strong>1,7 abitanti</strong> per chilometro quadrato &#8211; nonché un&#8217;economia a caccia di investimenti e tecnologia. È proprio il suo spazio a essere in vendita: in cambio di tecnologie nucleari &#8211; rivela il <em><strong>Mainichi Shimbun</strong></em> &#8211; il ministero degli Esteri e del Commercio (significativa fusione di funzioni) inizia a settembre 2010 le trattative con il dipartimento dell&#8217;Energia Usa e il ministero dell&#8217;Economia giapponese per concedere come discarica nucleare l&#8217;ex <strong>base militare sovietica</strong> di <strong>Bayantal</strong>, circa 200 chilometri a sud-est di Ulan Bator.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28433/Mongolia%2C+pattumiera+nucleare" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F12%2Fmongolia-pattumiera-nucleare%2F&amp;title=Mongolia%2C%20pattumiera%20nucleare" id="wpa2a_6"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/12/mongolia-pattumiera-nucleare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il ritorno del &#8216;made in Usa&#8217;</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/09/il-ritorno-del-made-in-usa/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/09/il-ritorno-del-made-in-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 08:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Reich]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1566</guid>
		<description><![CDATA[
Oltreoceano si parla già di &#8220;rinascimento manifatturiero&#8221;, ma l&#8217;apertura di nuove fabbriche si basa sulla contrazione dei salari
Meno merci cinesi, più made in Usa. Secondo uno studio di Boston Consulting Group è questa la tendenza che va affermandosi oltreoceano: sempre più produttori stanno ripercorrendo a ritroso la strada che li ha portati a delocalizzare oltre Muraglia fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/49/495/4955/49550.jpg" alt="" width="310" height="239" /></h3>
<h3>Oltreoceano si parla già di &#8220;rinascimento manifatturiero&#8221;, ma l&#8217;apertura di nuove fabbriche si basa sulla contrazione dei salari</h3>
<p><strong>Meno merci cinesi, più <em>made in Usa</em></strong>. Secondo uno studio di <a href="http://www.bcg.com/media/PressReleaseDetails.aspx?id=tcm:12-75973" target="_blank"><strong>Boston Consulting Group</strong></a> è questa la tendenza che va affermandosi <a href="http://it.peacereporter.net/area/101/1/Stati+Uniti" target="_self">oltreoceano</a>: sempre più produttori stanno ripercorrendo a ritroso la strada che li ha portati a delocalizzare oltre Muraglia fino a ieri, costruiscono <strong>nuovi stabilimenti in patria</strong> e &#8211; questo lo zuccherino per il ceto medio impoverito -<strong>creano posti di lavoro</strong>.<br />
Un trend che, sempre secondo la ricerca, è destinato ad accelerare nei prossimi anni.</p>
<p>Alcuni marchi storici hanno già rilocalizzato:<strong>Caterpillar </strong>ha annunciato il grande ritorno sul suolo patrio degli escavatori che attualmente sono importati; <strong>Ncr Corporation</strong>, che fabbrica almeno un terzo dei bancomat del mondo, ha creato uno stabilimento in Georgia che darà lavoro a 870 dipendenti; Il produttore di giocattoli<strong>Wham-O</strong>, famoso per l&#8217;hula-hoop e il frisbee, ha già abbandonato le proprie manifatture in Cina per tornarsene a casa.<br />
All&#8217;origine del fenomeno c&#8217;è uno spettro di valutazioni, sintetizzabili in <strong>una formula</strong>: in prospettiva,<strong> la <a href="http://it.peacereporter.net/area/65/1/Cina" target="_self">Cina</a> sarà meno conveniente e gli Stati Uniti di più</strong>. È una previsione che si basa su tendenze in atto: lo <strong>yuan si rivaluta</strong> e<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28125/Cina%2C+eguaglianza+per+legge" target="_self"> i <strong>salari medi dei cinesi stanno crescendo</strong></a>, rendendo il Dragone un&#8217;economia sempre più di consumatori e sempre meno di produttori. <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28101/Cina%2C+forza+lavoro+mutante" target="_self">Più un mercato e meno una fabbrica</a></strong>.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28368/Il+ritorno+del+%27made+in+Usa%27" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F05%2F09%2Fil-ritorno-del-made-in-usa%2F&amp;title=Il%20ritorno%20del%20%26%238216%3Bmade%20in%20Usa%26%238217%3B" id="wpa2a_8"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/05/09/il-ritorno-del-made-in-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il G-20 economico-finanziario non serve a niente</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/22/il-g-20-economico-finanziario-non-serve-a-niente/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/22/il-g-20-economico-finanziario-non-serve-a-niente/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 11:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[g-20]]></category>
		<category><![CDATA[g20]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[squilibri]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1518</guid>
		<description><![CDATA[
I Paesi ricchi non si mettono d&#8217;accordo  sui criteri per monitorare gli  “squilibri globali”. Ma questi sono  comunque l&#8217;effetto, non la causa  della crisi
È di Christine Legarde,  ministro delle Finanze francese, il miglior commento sul comunicato che  ha chiuso il summit parigino dei ministri finanziari e dei governatori  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/4/44/447/4477/44778.jpg" alt="" width="374" height="234" /></p>
<h3>I Paesi ricchi non si mettono d&#8217;accordo  sui criteri per monitorare gli  “squilibri globali”. Ma questi sono  comunque l&#8217;effetto, non la causa  della crisi</h3>
<p>È di <strong>Christine Legarde</strong>,  ministro delle Finanze francese, il miglior commento sul comunicato che  ha chiuso il summit parigino dei ministri finanziari e dei governatori  del <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26948/Francia%2C+G20%3A+soluzione+urgente+all%27aumento+del+prezzo+degli+alimenti+" target="_self"><strong>G-20</strong></a>, l&#8217;esclusivo club dei venti Paesi più ricchi del pianeta. Alla domanda &#8220;<strong>che cosa significa?</strong>&#8220;, <em>madame</em> Legarde ha risposto: &#8220;Significa quello che significa, così come una rosa è una rosa&#8221;.<br />
In pratica, il summit ha delineato &#8220;<strong>linee guida indicative</strong>&#8221; (non obiettivi vincolanti e condivisi) per stabilire degli &#8220;<strong>indicatori</strong>&#8221; che dovrebbero a loro volta spiegare quali sono gli <strong>squilibri economici globali</strong>.  Tali indicatori dovrebbero poi comprendere sia gli squilibri  commerciali, sia risparmio e debito privato, sia &#8211; ma solo in seconda  istanza &#8211; il tasso di cambio delle monete nazionali.<br />
L&#8217;impressione è quella di una <strong>tempesta in un bicchiere d&#8217;acqua</strong>. O meglio: che <strong>non si voglia parlare dei problemi veri</strong>.<br />
Non si fa alcun riferimento alla <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25254/G20%2C+i+limiti+di+Seul" target="_self"><strong>riforma del sistema finanziario internazionale</strong></a>, con il ruolo spropositato di quegli istituti privati che sono le <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25448/Crisi+economica+o+crisi+della+democrazia%3F" target="_self"><strong>agenzie di </strong></a><em><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25448/Crisi+economica+o+crisi+della+democrazia%3F" target="_self"><strong>rating</strong></a> </em>e la perdurante presenza dei <strong>prodotti derivati</strong> nei mercati.<br />
Raggiunto telefonicamente da <em>PeaceReporter</em>,  un trader finanziario che chiede di restare anonimo ha così commentato  gli esiti del summit: &#8220;Tutte le misure decise sono acqua fresca, perché  vengono puntualmente <strong>bloccate da Usa e Gran Bretagna</strong>, che non intendono frenare l&#8217;<strong>attività delle banche</strong> e le loro <strong>pratiche speculative</strong>&#8220;.<br />
Chiediamo un parere a <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25601/Cina+e+Russia%2C+addio+al+dollaro+tra+politica+ed+economia" target="_self"><strong>Paolo Manasse</strong></a>,  professore di Macroeconomia e di Politica Economica Internazionale  all&#8217;Università di Bologna, docente di Macroeconomia all&#8217;Università  Bocconi di Milano.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26991/Il+G-20+economico-finanziario+non+serve+a+niente" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intervista su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F02%2F22%2Fil-g-20-economico-finanziario-non-serve-a-niente%2F&amp;title=Il%20G-20%20economico-finanziario%20non%20serve%20a%20niente" id="wpa2a_10"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/22/il-g-20-economico-finanziario-non-serve-a-niente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I segreti nucleari del Giappone</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/19/i-segreti-nucleari-del-giappone/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/19/i-segreti-nucleari-del-giappone/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 10:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[Eisaku Sato]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Ogasawara]]></category>
		<category><![CDATA[okinawa]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1516</guid>
		<description><![CDATA[
Nuove prove di accordi occulti con gli Usa in contraddizione con i principi pacifisti di Eisaku Sato
Nel dicembre del 1967, il Primo ministro nipponico Eisaku Sato proclama i tre principi anti nucleari: il Giappone &#8211; devastato nei corpi e nelle coscienze dalle atomiche di Hiroshima e Nagasaki &#8211; sceglie di &#8220;non possedere, non costruire e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/4/44/446/4466/44664.jpg" alt="" width="310" height="227" /></p>
<h3>Nuove prove di accordi occulti con gli Usa in contraddizione con i principi pacifisti di Eisaku Sato</h3>
<p>Nel <strong>dicembre del 1967</strong>, il Primo ministro nipponico <strong>Eisaku Sato</strong> proclama i <strong>tre principi anti nucleari</strong>: il <a href="http://it.peacereporter.net/area/68/1/Giappone" target="_self"><strong>Giappone</strong></a> &#8211; <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/19632/Giappone%2C+morto+l%27ultimo+sopravvissuto+alle+atomiche+di+Hiroshima+e+Nagasaki" target="_self">devastato nei corpi e nelle coscienze</a> dalle atomiche di <strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23475/Giappone%2C+Usa+per+la+prima+volta+alla+cerimonia+di+Hiroshima" target="_self">Hiroshima</a></strong> e <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23503/Giappone%2C+Nagasaki+ricorda+la+bomba.+Presenti+Francia+e+Gran+Bretagna" target="_self"><strong>Nagasaki</strong></a> &#8211; sceglie di &#8220;<strong>non possedere, non costruire e non introdurre</strong>&#8221; nel proprio territorio <strong>nessuna arma nucleare</strong>. Per questa politica pacifista, a Sato viene assegnato il <strong>premio Nobel</strong> per la pace nel 1974.<br />
Oggi si scopre che un <strong>patto segreto</strong> tra <strong>Sol Levante</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> ha reso il divieto al nucleare un po&#8217; meno vincolante.</p>
<p>In realtà da tempo si sapeva che il Giappone non è mai stato del tutto denuclearizzato. Un diplomatico giapponese, <strong> Kei Wakaizumi</strong>, aveva già inserito nel suo libro di memorie del <strong>1994</strong> la minuta di un vero e proprio <strong>patto segreto tra Nixon e Sato</strong> firmato il <strong>21 novembre 1969</strong>, che prevedeva il ricorso al nucleare in determinate circostanze. Poi, a ottobre del <strong>2009</strong>,  gli archivi della sicurezza nazionale di <strong>Washington</strong> hanno pubblicato <strong>documenti top-secret</strong> in linea con la versione di Wakaizumi. Tutti i governi giapponesi  avevano fino allora negato la presenza di patti segreti sul nucleare.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26959/I+segreti+nucleari+del+Giappone" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F02%2F19%2Fi-segreti-nucleari-del-giappone%2F&amp;title=I%20segreti%20nucleari%20del%20Giappone" id="wpa2a_12"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/19/i-segreti-nucleari-del-giappone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cina-Usa, offensiva dello charme e nuovo potere &#8217;smart&#8217;</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/02/cina-usa-offensiva-dello-charme-e-nuovo-potere-smart/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/02/cina-usa-offensiva-dello-charme-e-nuovo-potere-smart/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 14:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Nye]]></category>
		<category><![CDATA[smart power]]></category>
		<category><![CDATA[soft power]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1475</guid>
		<description><![CDATA[
Pechino fa progressi nella conquista pacifica del mondo, Washington rispolvera la sua vocazione “hard”
La chiamano &#8220;offensiva dello charme&#8220;, è il tentativo cinese, ormai in corso da anni, di accompagnare la propria espansione economica con una buona dose di soft power, cioè la capacità di attrarre gli altri Paesi e perseguire i propri scopi senza metodi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/4/43/438/4381/43815.jpg" alt="" width="431" height="233" /></p>
<h3>Pechino fa progressi nella conquista pacifica del mondo, Washington rispolvera la sua vocazione “hard”</h3>
<p>La chiamano &#8220;<strong>offensiva dello <em>charme</em></strong>&#8220;, è il tentativo cinese, ormai in corso da anni, di accompagnare la propria espansione economica con una buona dose di <strong><em>soft power</em></strong>, cioè la capacità di <strong>attrarre gli altri Paesi</strong> e <strong>perseguire i propri scopi</strong> <strong>senza metodi coercitivi</strong>.<br />
Si tratta di rappresentare <strong>valori condivisi</strong>, promettere <strong>benefici</strong>, affascinare con la propria <strong>cultura</strong>, in una parola, <strong>piacere</strong>: lo <em>charme</em>, appunto.<br />
Il concetto di <em>soft power </em>fu elaborato nei primi anni Novanta dal teorico statunitense <strong>Joseph Nye</strong>, già consigliere delle amministrazioni Carter e Clinton, e gli Stati Uniti godono di un <em>appeal</em> indubbio. Washington &#8211; o per meglio dire <strong>Hollywood</strong> &#8211; è una macchina rodata che sforna <strong>contenuti progettati già per il mercato globale</strong> e, di conseguenza, <strong>valori che si pretendono universali</strong>.<br />
La <strong>Cina</strong> invece gode generalmente di <strong>pessimo marketing</strong> all&#8217;estero, almeno in Occidente: non è &#8220;<strong>democratica</strong>&#8221; e appare <strong>minacciosa</strong> anche dal punto di vista <strong>economico</strong>.<br />
<strong>Ma è percepita così dappertutto?</strong></p>
<p>Dall&#8217;<strong>Indonesia</strong> arriva la conferma che l&#8217;offensiva cinese dello <em>charme</em> funziona, o comincia a funzionare.</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26662/Cina-Usa%2C+offensiva+dello+charme+e+nuovo+potere+%27smart%27" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><strong><br />
Vedi anche:</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/11/09/obama-doriente-gli-usa-verso-la-nuova-frontiera/" target="_blank"><em>Obama d&#8217;Oriente, gli Usa verso la nuova frontiera</em></a><br />
</strong></li>
<li><a href="blog/2010/02/26/strategia-filo-perle/" target="_blank"><strong><em>La strategia del filo di perle</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2010/01/24/cina-internet-egemonia-usa/" target="_blank"><strong><em>Il cyber-Dragone e l’egemonia Usa</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/04/20/peacekeeping/" target="_blank"><strong><em>Peacekeeping</em></strong></a></li>
<li><a href="http://www.chen-ying.net/blog/2009/04/08/soft-power/" target="_blank"><strong><em>Soft power</em></strong></a></li>
</ul>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F02%2F02%2Fcina-usa-offensiva-dello-charme-e-nuovo-potere-smart%2F&amp;title=Cina-Usa%2C%20offensiva%20dello%20charme%20e%20nuovo%20potere%20%26%238217%3Bsmart%26%238217%3B" id="wpa2a_14"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/02/02/cina-usa-offensiva-dello-charme-e-nuovo-potere-smart/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Okinawa, una base per due</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/31/okinawa-una-base-per-due/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/31/okinawa-una-base-per-due/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 14:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[basi militari]]></category>
		<category><![CDATA[futenma]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[henoko]]></category>
		<category><![CDATA[nakaima]]></category>
		<category><![CDATA[okinawa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1480</guid>
		<description><![CDATA[
Per rendere digeribile la presenza Usa, Tokyo e Washington puntano a farla diventare un po&#8217; più giapponese
Per non mollare l&#8217;osso, gli Usa prendono in considerazione l&#8217;ipotesi di spartirlo. È quanto sta succedendo in Giappone, dove il governo ha informato le autorità di Okinawa che un gruppo di lavoro nippo-statunitense sta studiando il modo di &#8220;ampliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/4/43/433/4337/43371.jpg" alt="" width="401" height="274" /></p>
<h3>Per rendere digeribile la presenza Usa, Tokyo e Washington puntano a farla diventare un po&#8217; più giapponese</h3>
<p>Per non mollare l&#8217;osso, gli Usa prendono in considerazione l&#8217;ipotesi di spartirlo. È quanto sta succedendo in <a href="http://it.peacereporter.net/area/68/1/Giappone" target="_self"><strong>Giappone</strong></a>, dove il governo ha informato le <strong>autorità di Okinawa</strong> che un <strong>gruppo di lavoro nippo-statunitense</strong> sta studiando il modo di &#8220;<strong>ampliare l&#8217;uso congiunto di basi militari</strong> come misura per <strong>ridurre il fardello</strong> rappresentato dai <strong>soldati Usa</strong> nella prefettura&#8221;, come riporta il <em>Mainichi Shimbun</em>.<br />
Tra le misure previste, c&#8217;è anche la possibilità che <strong>ispettori giapponesi</strong> visitino le installazioni controllate dal Pentagono per verificare eventuali rischi di <strong>contaminazione ambientale</strong>.</p>
<p>Okinawa è di fatto un&#8217;isola occupata dalle <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26300/Giappone%2C+Gates%3A+necessaria+una+maggiore+collaborazione+militare+" target="_self"><strong>basi militari statunitensi</strong></a> fin dal termine della seconda guerra mondiale.<br />
Nel corso degli anni, la <strong>popolazione locale</strong> ha vissuto sempre più con <strong>insofferenza</strong> la presenza Usa per diversi motivi: la scarsa <strong>qualità della vita</strong> legata alle attività delle basi (specialmente al traffico aereo); l&#8217;impossibilità di rilanciare l&#8217;isola come <strong>meta turistica</strong>; l&#8217;<strong>orgoglio nazionalista</strong> giapponese; diversi &#8220;<strong>incidenti</strong>&#8221; (leggi risse e stupri) provocati dai soldati in libera uscita; la <strong>cultura pacifista</strong> ormai quasi istituzionalizzata in Giappone.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26528/Okinawa%2C+una+base+per+due" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F01%2F31%2Fokinawa-una-base-per-due%2F&amp;title=Okinawa%2C%20una%20base%20per%20due" id="wpa2a_16"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/31/okinawa-una-base-per-due/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chengdu J-20, rottami Usa nel cinese invisibile</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/24/chengdu-j-20-rottami-usa-nel-cinese-invisibile/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/24/chengdu-j-20-rottami-usa-nel-cinese-invisibile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[bombardiere]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Chengdu J-20]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[stealth]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1485</guid>
		<description><![CDATA[
Gli esperti militari si interrogano sull&#8217;aereo &#8220;stealth&#8221; di Pechino e sul suo possibile impatto negli equilibri strategici
Il Chengdu J-20, il primo caccia invisibile cinese, potrebbe essere made in Usa. Almeno in parte.
È questa una delle ipotesi, forse la più paradossale, su cui si arrabattano gli analisti militari di mezzo mondo, dopo il volo a sorpresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://it.peacereporter.net/upload/4/43/431/4318/43186.jpg" alt="" width="402" height="242" /></p>
<h3>Gli esperti militari si interrogano sull&#8217;aereo &#8220;stealth&#8221; di Pechino e sul suo possibile impatto negli equilibri strategici</h3>
<p>Il <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26031/La+Cina+entra+nel+club+degli+invisibili" target="_self"><strong>Chengdu J-20</strong></a>, il primo <strong>caccia invisibile cinese</strong>, potrebbe essere <strong><em>made in Usa</em></strong>. Almeno in parte.<br />
È questa una delle ipotesi, forse la più paradossale, su cui si arrabattano gli analisti militari di mezzo mondo, dopo il <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26243/Cina%2C+il+caccia+invisibile+%E8+realt%E0+e+va+a+spasso+nei+cieli" target="_self"><strong>volo a sorpresa</strong></a> dello <em>stealth</em> targato Pechino nei cieli di Chengdu, l&#8217;<strong>11 gennaio</strong>.</p>
<p>Le <strong>prime immagini</strong> dell&#8217;aereo erano comparse in Rete <strong>attorno a Natale</strong>. Da allora, la diffusione di documenti video-fotografici è aumentata di giorno in giorno, dimostrando non solo che il <strong>J-20 esiste</strong>, ma che le <strong>autorità cinesi</strong> sono ben <strong>contente di farlo sapere</strong>.  Infine, quando gli esperti strategici occidentali avanzavano già  l&#8217;ipotesi che l&#8217;aereo non fosse in grado di volare, ecco il primo  collaudo ampiamente pubblicizzato.</p>
<p>A questo punto <strong>le domande</strong> sono altre: com&#8217;è fatto? Quali sono le sue caratteristiche? Può attentare al <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23641/Usa-Cina%2C+Washington+grida+al+lupo" target="_self"><strong>predominio statunitense</strong></a> nei cieli?</p>
<p><strong><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26474/Chengdu+J-20%2C+rottami+Usa+nel+cinese+invisibile" target="_blank">Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</a></strong></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F01%2F24%2Fchengdu-j-20-rottami-usa-nel-cinese-invisibile%2F&amp;title=Chengdu%20J-20%2C%20rottami%20Usa%20nel%20cinese%20invisibile" id="wpa2a_18"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/24/chengdu-j-20-rottami-usa-nel-cinese-invisibile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Obama-Hu, un accordo si troverà</title>
		<link>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/19/obama-hu-un-accordo-si-trovera/</link>
		<comments>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/19/obama-hu-un-accordo-si-trovera/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 14:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chen Ying</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[hu jintao]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chen-ying.net/blog/?p=1487</guid>
		<description><![CDATA[
Molta economia sul piatto, dopo l&#8217;annus horribilis delle relazioni Cina-Usa
I temi sul tavolo ha cercato di anticiparli il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, dichiarando alla stampa che gli Usa chiedono una maggiore cooperazione cinese per risolvere la questione del nucleare nord-coreano e &#8220;l&#8217;atteggiamento provocatorio&#8221; del regime di Pyongyang, aggiungendo che gli Usa sono pronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/43/430/4303/43032.jpg" alt="" width="429" height="177" /></p>
<h3>Molta economia sul piatto, dopo l&#8217;annus horribilis delle relazioni Cina-Usa</h3>
<p>I <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23587/La+crisi+d%27agosto+e+i+galeotti+incatenati" target="_self"><strong>temi sul tavolo</strong></a> ha cercato di anticiparli il segretario di Stato Usa <strong>Hillary Clinton</strong>, dichiarando alla stampa che gli Usa chiedono una <strong>maggiore cooperazione cinese</strong> per risolvere la questione del <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25538/38%B0+parallelo%3A+dossier+Corea" target="_self"><strong>nucleare</strong> <strong>nord-coreano</strong></a> e &#8220;l&#8217;<strong>atteggiamento provocatorio</strong>&#8221; del <strong>regime di Pyongyang</strong>, aggiungendo che gli Usa sono pronti anche a <strong>&#8220;sanzioni unilaterali&#8221; contro l&#8217;Iran</strong>.<br />
Fonti americane hanno anche anticipato un accordo di <strong>cooperazione sulla sicurezza nucleare</strong>, mentre il <em>Washington Post</em> ha pronosticato che la <strong>politica del sorriso di Obama</strong> verso il Dragone è ormai <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25175/Obama+d%27Oriente%2C+gli+Usa+verso+la+nuova+frontiera" target="_self"><strong>storia passata</strong></a>. Da oggi, a causa delle incomprensioni e dei <strong>mancati passi avanti</strong> (in termini di interessi Usa) del <strong>2010</strong>, sarà <strong>fermezza</strong>.<br />
Fatto sta che il <strong>vertice di Washington</strong> tra <strong>Barack Obama</strong> e <strong>Hu Jintao</strong> mette <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23588/L%27Aquila+e+il+Dragone" target="_self"><strong>a confronto le due superpotenze</strong></a> soprattutto su<strong> <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/23772/La+Cina+non+si+avvicina" target="_self">temi economici</a></strong>, quelli che davvero contano.<br />
Lo <strong>stile diplomatico</strong> è assai diverso: al fuoco di sbarramento delle dichiarazioni  statunitensi fa da contraltare la strategia dei mutamenti sottili (e  quasi sottaciuti) della delegazione cinese.</p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26413/Obama-Hu%2C+un+accordo+si+trover%E0" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;intero articolo su PeaceReporter</strong></a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.chen-ying.net%2Fblog%2F2011%2F01%2F19%2Fobama-hu-un-accordo-si-trovera%2F&amp;title=Obama-Hu%2C%20un%20accordo%20si%20trover%C3%A0" id="wpa2a_20"><img src="http://www.chen-ying.net/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chen-ying.net/blog/2011/01/19/obama-hu-un-accordo-si-trovera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

